critiche - Guido Portaleone - artista figurativo

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critiche

Hanno scritto dei suoi lavori i seguenti critici:

Cronaca di Ancona - A. Caminetti (1992)
Corriere Adriatico - L. Niccolini (1991)
Gazzetta di Porto Recanati (1992)
Resto del Carlino - R. Signorini (1995)
Rita Mazzanti (1989)
Aldo Severini (1991)
G. M. Olivieri (1993)
Ivano Carlini (1993)
Giuseppe Quenzatti (1993)
Antonio Fratoni (1996)
Paolo Giugliarelli (1997)
Agnese Tramonti (2001-2012)
Romano Pieri (2002)
Dott. Donato Mori (2014)
Prof. Walter Angelici (2014)
Prof. Vito Antonio Laurino (2015)
Prof. G. Pier Rocchi (2018)

Alcuni suoi dipinti si trovano esposti nella Galleria "Nuova Casa 2000" -Via Cairoli, 17 - Falconara Marittima (AN)

Alcune sue sculture sono esposte permanentemente al Castello del Cassero (AN)

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Uno "sguardo" all’opera di Guido.
Subito notiamo la  continua ricerca di sperimentazione formale ed espressiva, sia per quanto concerne i soggetti rappresentati che per i materiali utilizzati, sia per l’impiego delle varie sfumature del colore finalizzate a oggettivare personali emozioni e suggestioni.
Chiunque osservi, in particolare, i dipinti di Guido Portaleone può  provare immediatamente l’impressione che l’artista tragga ispirazione, con animo commosso e stupito, sia dal contemplare  una realtà quotidiana sia da soggetti consacrati da opere "classiche".
In molte opere ci propone, infatti, scorci paesaggistici noti e meno noti, quasi sempre trasfigurati da un occhio che si incanta a coglierne non solo la bellezza esteriore ma il messaggio più intimo e suggestivo che hanno i "luoghi dell’animo": quei luoghi e quegli scorci urbani che parlano della bellezza del paesaggio, di cultura, di  tradizione, di belle e ben strutturate architetture, di lavoro operoso e condiviso.
Ecco allora le torri, le chiese e i campanili, gli scorci urbani di borghi ove il tempo sembra essersi, indulgentemente, fermato, il porto col fascino delle vele al vento e le barche, o i quadri per la pesca con i gabbiani che svolazzano in attesa di facili prede, i semplici gesti dei pescatori, la campagna con i suoi fiori e i suoi vividi colori.
In queste opere Guido utilizza, sapientemente, una policromia, a volte più vivace e intensamente corposa a volte più tenera e delicata, proprio per trasmettere a chi osserva i propri moti interiori, le suggestioni scaturite da osservazioni, da recuperi memoriali più o meno trasfigurati o realisticamente vivi.
Altre opere esulano dal paesaggio e si collegano ad una tradizione artistica consolidata: la deposizione, la crocifissione, la natura morta, la figura umana.
Dense di pathos risultano le opere a soggetto religioso grazie alla rappresentazione delle pie donne: volti che sono maschere di dolore e corpi catafratti in vesti e sai che sono simbolo di un dolore immenso che avvolge, opprime pesantemente l’animo.
Nel rappresentare la figura umana Portaleone ci propone quasi una provocazione artistica ed interpretativa: figure eleganti dai volti senza espressione (simbolo dell’incomunicabilità o della perdita di identità individuale) e la figura di una giovanissima donna dal volto intensamente assorto, con gli occhi chiusi, (simbolo di quel ripiegamento in se stessi, di quell’intimo travaglio, pudicamente inconfessato, tipico degli adolescenti).
Un’altra caratteristica delle sue opere è anche la "contaminazione"  che egli opera: suscitano curiosità ed interesse i dipinti in cui troviamo, in primo piano, nature morte (spesso rappresentate con vivacissimi, intensi colori, a volte sgargianti) e sullo sfondo uno scorcio panoramico urbano ed architettonico di grande valore  artistico.
Guido crea così un effetto di interno/esterno, di quotidiano e usuale in rapporto con magnificenza architettonica come se volesse suggerire all’osservatore di fruire in ugual misura, della bellezza artistica e della bellezza della natura, valori estetici che possono e devono convivere in rapporto di reciproca valorizzazione.
Fra le opere dell’artista possiamo annoverare, inoltre, anche sculture in materiale “povero” o meglio di riciclo e quindi interessanti sia dal punto di vista del messaggio ecologico che per la resa figurativa.
Ecco allora che troviamo modellata, con la sua graziosa e leggera figura, una fanciulla, una danzatrice e subito, quasi in contrasto, un guerriero e un cavaliere medievale: massicci, grevi, nascosti nelle pesanti armature che ci trasmettono un senso di forza minacciosa ma anche di sofferenza e fatica; ecco, poi, la figura polimorfa del Minotauro, con la sua mostruosità accentuata dalla pesantezza della figura, dal tozzo tronco e dagli arti appena sbozzati.
Guido Portaleone, insomma, ci appare un artista degno di essere osservato e seguito sia per le diverse soluzioni artistiche e figurative proposte che per quel  coinvolgimento emotivo, quella passione per la propria opera che si coglie nei dipinti e nelle sculture.
(Prof. Vito Antonio Laurino)

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Guido Portaleone, artista anconitano, festeggia con questo ritorno a Bonda Arte '96 il 10° anniversario d'arte.
Iniziò giovanissimo nell'ormai lontano 1986 con una espressione figurativa tradizionale, ma poi l'incontro con artisti e frequentando Bonda Arte, cambiò radicalmente la sua immagine pittorica.
Dal tradizionale olio passò alle sue creazioni di collage e varie tecniche miste.
Inevitabilmente dopo la crescita artistica ebbe ed ha tuttora grossi riconoscimenti, ma la sua strada è una continua evoluzione, ed oggi si presenta, pur mantenendo le sue origini, con uno spiccato rinnovamento.
Come si può vedere le sue opere si sono arricchite di ori, sezioni brillanti spettacolari e fusioni incontrollate di colore rimanendo di una armoniosità ricca di poesia artistica.
Questi nuovi lavori sono l'occasione di ammirare a fondo questo artista.
Il dolce linguaggio artistico si coniuga felicemente con lo spirito di Bonda Arte.
Scopriamo poi Guido Portaleone nel campo della scultura, vediamo infatti alcuni nuovissimi ed inediti lavori che dimostrano la sua creatività.
I collezionisti, gli estimatori e gli amici artisti accolgono con rispetto, ammirazione e molto interesse le sue "voci" che parlano ormai di una consacrazione nel mondo della pittura contemporanea.
(A. Fratoni) - Bonda Arte '96

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Diversi anni fa, quando conobbi Guido Portatone, le sue opere non mi entusiasmarono, anzi.
Non potevo accontentarmi di un giovane “innamorato” della pittura, pieno di volontà.
Lo considerai più vicino ai naif che non a una pittura en plein air, cioè più estesa, ricca di nuovi problemi e contenuti, pur restando nel campo della tradizione.
Lo rivedo oggi completamente rinnovato, con risultati che ad ogni effetto emozionale, racchiudono una tecnica, in parte sperimentata (anche largamente), in parte "sviluppata e ammodernata" dal giovane Portaleone.
Voglio subito chiarire il concetto sopra enunciato, perché venga dissipato qualsiasi dubbio, precisando che Portaleone pratica il collage, ma in forme nuove e tecniche nuove.
Non più la cartina di Coca Cola o un particolare del manifesto di un film, appiccicati su tela o cartone, tecnica propria della popart. No, Portaleone taglia, ritaglia pezzi di rivista, di giornale, di manifesti, a volte un semplice foglio di carta bianca, con materiali vari per ottenere immagini e sfumature che se non sempre sono "lineari", rappresentano il prodotto non solo di un lavoro di ricerca, ma di originali effetti.
Ovviamente, laddove lo ritiene necessario, Portaleone interviene col colore, il pastello e altri materiali, che per discrezione non rivelerò, essendo questa una esclusiva del pittore che ai suoi segreti ci tiene.
Da questo lavoro, collage (con le prerogative dette) e tecniche miste, vengono sotto i nostri occhi paesaggi (il figurativo è sempre la corrente che il Nostro segue, ma che potrebbe portarlo, proprio in virtù delle possibilità offertegli dalla sua tecnica e uso dei collage, a trasformarsi nell’informale, se non addirittura nell’astratto.
Né vogliamo imbrigliare la fantasia dell’autore, marine, nature morte, figure, che hanno in comune valori e livelli diversi.
Ho visto dei paesaggi e dei nudi di grande effetto, capaci di darti non soggetti statici, forme tradizionali vetuste (che non ci dicono più niente che sappiamo già e non hanno più la forza di lanciare messaggi a chi guarda questi quadri, ma immagini che uniscono il movimento dandoti l’impressione di trovarti tra questi fiori, erbe, alberi, donne in carne ed ossa, nature morte con forme ricche e singolari, con la presenza di tanti oggetti tali da essere considerate più "interni" d’una stanza o d’un ambiente che altro.
Insomma un Portaleone "nuovo" che si riconosce a prima vista (ed è quanto conta per chi crea).
La sua personalità si è fatta inconfondibile.
Non sostengo che Portaleone sia giunto al capolinea, ma con la passione, con lo studio, con la sperimentazione, il continuo lavoro, si è creato le premesse per andare sempre più avanti e guardare sempre più in alto.
E’ caduta la mia iniziale diffidenza e oggi posso dire che Portaleone, avendo dentro di sé il fuoco della pittura, dell’immagine visiva, è sulla strada di conseguire risultati che ci restituiscono emozioni a più d’una dimensione.
Restiamo all’oggi senza ipotecare il futuro,
(Aldo Severini)

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Nato ad Ancona il 16.12.1959, dove vive e lavora.
Dal 1987 ad oggi ha partecipato a concorsi e collettive in diverse città d'Italia: Bonda Arte ‘87 (AN), Rivisondoli, Verucchio, Camerano, Marina di Ravenna, Il Chiostro di Cesena, Rimini, Citerna, Genga, Cupramarittima, Martinsicuro, Fano, Pesaro, Castrofilippo (AG), Montemonaco, Collettiva! circoscrizione, Collettiva circoscrizione, I e II incontro artistico (Bonda arte), estemporanea di fine estate P.zza del Papa, Collettiva dell'ospitalità "C. Antognini".
Parlare di giovani pittori che non hanno carriere eclatanti è sempre molto interessante perché molto spesso si riesce a scoprire quella pittura veramente personale che non ha nulla da invidiare ai grandi e conosciuti nomi.
Questa considerazione viene spontanea se si deve parlare di Guido Portaleone, un giovane appunto che è sempre tutto da scoprire ed apprezzare; in primo luogo perché ha dedicato con passione molta parte della sua vita alla ricerca di se stesso e ad esprimere il meglio di se stesso, rinunciando a cose che i suoi coetanei di oggi apprezzano di più e in secondo luogo perché in questa continua ricerca ha affinato la sua pittura tanto nei disegno che nel colore.
Chi come me ha nella memoria il cammino percorso da Guido Portaleone nell'uso del colore, potrà senza ombra di smentita dire che i passaggi successivi che si possono notare nei suoi quadri presuppongono uno studio appassionato, meticoloso e intenso nella ricerca di qualcosa che possa esprimere la sua impressione dei colori della natura.
Prima con colori solari e smaglianti ad olio, con pennellate grosse adatte alle sue campagne colme di grano di fiori e di verde; poi quando si è "innamorato" delle nostre marine doveva scoprire qualcosa di più impalpabile, delicato ma comunque incisivo.
Ecco allora le sue silenziose coste che ottiene attraverso un lungo e faticoso lavoro.
Adopera carta colorata che sceglie con cura tutta particolare che sfinisce con solventi e la porta ai colori da lui desiderati, la incolla e successivamente con i colori che ritiene più opportuni termina di costruire i suoi impalpabili paesaggi con tanti toni azzurri e sfumature dei colori dei suoi lavori.
Pur essendo difficile parlare di disegno in un collage, perché sostanzialmente l'ultima produzione di Portaleone è questa, si nota che, se prima i tratti erano spesso netti e molto pronunciati, oggi sono più avvolgenti e morbidi e inducono alla serenità.
Con segni minuti riesce ad imprimere nella memoria del riguardante le sue visioni: del nostro affollato porto o delle vecchie pesche, ormai quasi solo un ricordo, le nostre coste rocciose e pochi interni ottenuti con soluzioni tutte personali, come se adoperasse un gioco di specchi che riflettano la luce in punti ben precisi, solo dove lui vuole, per mettere in evidenza solo quei particolari a lui più congeniali.
Questa pittura non è casuale è voluta e ha dietro di se un'osservazione accurata e appassionata di ciò che circonda l'uomo che è visto incontaminato e puro come sinceramente Portaleone vorrebbe che fosse, perché come sempre è stato, ogni artista ed anche ogni uomo, nel momento in cui vede perduto qualcosa, vorrebbe riacquistarlo, pur sapendo che ormai è troppo tardi.
Perora era qui che il nostro artista voleva arrivare, ma con quel suo spirito ricercatore, non si fermerà sicuramente; vorrà scoprire sicuramente ancora qualcosa di diverso, un altro anello da aggiungere alla sua brillante catena, voluta e costruita con caparbietà, alacrità che lo portano ad essere presente alle più rappresentative mostre cittadine, con una voglia di emergere che sicuramente lo porterà nel tempo a migliorarsi sempre di più.
(Rita Mazzanti Coccioli)

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Nelle libertà espressiva prodotta da un'assenza di studi specifici in ambito artistico si deve cercare il nucleo originale della pittura di Guido Portaleone.
Quello che potrebbe apparire un limite, la distanza cioè da qualsiasi percorso accademico o tradizionale ciclo di studi artistici, diviene elemento distintivo e, con il tempo, persino stile.
Ovviamente non è stato sempre così per l'autore.
Anzi: le sue esperienze pittoriche più lontane ne mostrano l’instancabile cercare negli ambiti e tra i materiali più diversi, utilizzando in maniera caotica i più lontani linguaggi, spesso in antitesi tra loro.
Ma l'incessante ricerca lo porta, per un lungo e naturale processo di decantazione e filtratura oggi, all'esclusione dell'inutile e all'utilizzo sempre più consapevole d'una lingua personale e originale.
Mi riferisco alle nature morte e ad alcuni paesaggi, le sua più felice produzione: carte colorate spiegazzate e strappate, spesso recuperate tra i materiali di risulta, trame pittoriche che paiono cucire e suturare quegli strappi di carta per dare vita a singolari composizioni in equilibrio tra ciò che è esperienza tattile e visiva e frammento emotivo.
La traccia dell'esperienza fotografica, prodigio chimico capace di restituire memorie e ricordi s’intreccia con l'inganno di una pittura che non vuole mentire e neppure imitare ma solo suscitare nell’autore stesso, e così nel fruitore dell'opera, una autentica e commossa partecipazione.
(Walter Angelici)

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I Cavalieri di Guido Portaleone.
L’arcaica ricerca di uomini del passato sui propri destrieri, eroi armati di alabarde, lance e spade, sono i personaggi di Portaleone.
I modelli ispiratori delle sue opere abitano nella sua mente e popolano il suo io interiore.
Quasi ossessivamente ripetuti in uno spazio a volte tetro, nebbioso e senza sfondo, altri immersi in paesaggi medievali scanditi da castelli, vivono i cavalieri di Guido, crociati che affrontano il tempo con i loro vessilli sventolando stendardi crociati che ci ricordano battaglie passate.
II tempo è la parola chiave dei suoi lavori, è il tempo che trasporta le sue creature costruite e realizzate con materiali da riciclo su cavalli bardati.
E’ il tempo che parla della sua idea di fedeltà da difendere con le spade.
E’ il tempo che racconta di una fragilità da proteggere con gli scudi.
Ed è lo stesso tempo che l’artista vuole portare indietro e fermare nelle sue tele, nelle sue sculture.
Indietro di mille anni, di mille guerre, di mille orrori dell’umana specie, di mille uomini sbagliati nati per fare male, di mille idee di morte perpetrate senza onore.
L’onore è ciò che cerca Portaleone, un valore che si sta perdendo.
La sua è una ricerca maniacale di comunicare valori eroici, di guerrieri giusti che lottano contro il male e le ingiustizie.
Guido è un eroe dell’arte e la sua arte è il premio della battaglia vinta contro la tristezza di un mondo senza di essa.
(Prof. Gian Pietro Rocchi)

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Pittura, quella di Portaleone, di marcato vigore espressivo che si realizza nell'immediatezza della rappresentazione, che non si avvale di artifici od orpelli, ma va direttamente all'essenza delle cose con il colore che, come protagonista, delinea e costruisce l'impianto compositivo.
Il disegno, ben definito ed equilibrato, sembra voler esclusivamente delineare l'impianto plastico e si sviluppa solo come pretesto per esaudire l'urgenza cromatica.
L'insieme sembra rievocare i percorsi della memoria, dove si accavallano immagini idilliache, alla ricerca di un tempo e di ambienti perduti.
Le nature morte e le figure meglio assecondano la maturità artistica, in quanto il segno è più meditato e rivela una maggiore ricerca di contenuti.
Questa dicotomia tra una pittura serena ed una più impegnata rivela cambiamenti di umore, ma l'emotività e la spontaneità non vengono mai meno.
Si ravvisa sempre una forte vena sentimentale, anche se frenata da una naturale vigoria, sia disegnativa che cromatica.
Un artista con una forte personalità che è senz'altro suscettibile di sviluppi successivi e di una promettente evoluzione.
(Giuseppe Quenzatti)

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GUIDO nasce nel 1959 ad Ancona, ed ivi residente in via Isonzo, 93.
All'età di dodici anni inizia a dipingere con i colori ad olio e con gli anni diventa una vera passione, fino a quando nel 1987 viene invitato ad una collettiva in via V. Bonda ad Ancona.
Da quel giorno egli sembra essere preso da un vortice di passione che lo porta a sperimentare diverse tecniche pittoriche ed a partecipare a numerose collettive, concorsi nazionali, ed estemporanee in diverse città italiane, dove riscuote consensi dal pubblico.
Nel 1991 inizia a sperimentare la tecnica del collage che lo stimolerà fino ai giorni nostri con diversi cambiamenti di stile.
Nel 1996 inizia a sperimentare la scultura plasmando la creta da dove nascono nudi di donna, figure di animali e cavalieri.
Nel 1997 comincia a produrre bassorilievi in gesso raffiguranti vecchi portoni di Ancona, non soddisfatto di questa tecnica scultorea, perché non gli offre la fantasia di esprimersi, cerca altri materiali di risulta per appagare il suo io interiore.
È in questo stesso anno che nascono i cavalieri e guerrieri assemblati con diversi materiali di scarto, poi i bassorilievi raffiguranti vecchi castelli medioevali costruiti con cartone, carta e legno.
Ora la sua fantasia si è liberata sentendo e identificandosi in questi personaggi arcaici come simbolo di lealtà, fedeltà e protezione dal male.

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Madri sorridenti e radiose, forti e sicure, appagate da una esperienza unica e sconvolgente come la maternità, è questa l'immagine di un mito molto radicato, ma troppo spesso sempre più lontano dalla realtà.
Una realtà difficile e dura come quella che Guido Portaleone rappresenta attraverso le sue madri: donne che vivono un'esperienza ambivalente, di grande intensità emotiva, ma anche di estremo dolore.
Uno stabat mater, il suo, senza speranza di resurrezione.
(Agnese Tramonti)

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La realtà oggettiva, pur iconograficamente rispettata, appare nelle opere pittoriche di Guido Portatone come rivisitata in un sogno recuperato alla memoria.
Questo sentire e la volontà di esternarlo in pittura ha radici profonde nel tempo, si può affermare che egli ha sempre dipinto; ma solo da alcuni anni ha deciso di partecipare attivamente alla vita artistica.
Nato ad Ancona vi risiede tutt’ora, trovando nella sua città l’ispirazione primaria del suo sentire.
Non molte le Mostre Personali eseguite, ma tutte di ottimo livello, molteplici invece le rassegne, le collettive ed i premi a cui ha partecipato, riscuotendo sempre il plauso della critica e l’incondizionato favore del pubblico.
Riviste specializzate, cataloghi e fogli quotidiani hanno dimostrato interesse per i suoi temi pittorici, dedicandogli favorevoli recensioni.   
Opera ad Ancona nell’atelier di Via Isonzo. 93.
(Ivano Carlini)

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Il colore della terra e dei frutti
Scriverò, all'inizio, le parole che devono apparire alla fine, cominciando con un breve ritratto dell’artista.
La sua gentilezza d’animo ricorda uno di quei cavalieri che partivano per l’ignoto confidando in sé stessi pieni di allegria e ottimismo.
Il senso delle cose, la giusta misura: ecco ciò che possiede Guido Portaleone, ovvero amore per il prossimo, fiducia in sé stesso, amore per la natura e una netta considerazione dei propri limiti con il desiderio fermo di superarli, senza arroganza.
Bassorilievi, portoni pieni di fascino estremamente plastici, resi preziosi dal colore brillante, simile a quello di certi minerali come l’onice e la tormalina.
Poi ci sono i nuovi “collages”.
Due di grande formato: il primo assomiglia ad un acquario bellissimo in cui sono sommersi case, rocce e ombrelloni con una sfera cromatica che tocca l’ocra, l’azzurro, il verde.
Il secondo è simile, ma sembra rappresentare, con pennellate fluide e decise, due mondi opposti e conseguenti, la notte e giorno, l’ombra e la luce: le tessere che Guido fissa nello sfondo sono il risultato della sua voglia di comporre e creare qualcosa di bello per sé e per gli altri.
Egli libera nella pittura una grande capacità espressiva come quell’uva di un quadro, viva, pronta per essere toccata e colta, con un'aria intensa tipica delle piante tropicali.
Ancora “collages”, dove gli scorci dei paesaggi spiccano per i colori a calda tonalità stesi con un tocco spontaneo che rileva sensibilità e amore per le cose semplici dei piccoli paesi, dei casolari di campagna.
Le figure di Guido, scolpite nella creta, sono veramente possenti ed entrano con forza nello spazio: antichi cavalieri, animali, visi di donna, un mondo dominato da una forza creatrice che plasma la materia inerte con l'entusiasmo.
(Paolo Giugliarelli)

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L'EPOS AL LIMITE DEL FIABESCO - di Guido Portaleone
Quando ci si trova davanti alle opere di Guido Portaleone il pensiero rievoca immediatamente gli spettacoli teatrali che avrebbero dato inizio, sulle strade, alla commedia dell'arte, ai tornei e alle giostre dell'epoca cavalleresca, davanti a scenografie squadrate di città turrite e borghi medievali, nei momenti delle feste o delle tenzoni belliche più o meno cruente, più o meno barbariche nella filosofia di vita "dell'occhio per occhio, dente per dente"; oppure alla citazione di quelle leggende dissepolte in tutte le latitudini, come quella di un San Giorgio - invincibile nella sua fede - che libera la gente dal ricatto infernale del drago, vero simbolo del male anche nell'apparenza fisica …
L'esame della specifica originalità del linguaggio tridimensionale di Portaleone, oltre al valore semantico dei soggetti, va collegato all'utilizzazione funzionale del materiale povero, quale la carta da giornale, la tela di sacco su sagome di cartone, il legno, il polistirolo, la plastica.
Un materiale che nel colore ricerca effetti antinaturalistici dai mordenti che invecchiano le strutture dell'anilina, acrilici e trasparenti, nell'impatto con una arcaicità fuori del tempo come se si trattasse di un "epos" al limite del fiabesco.
(Romano Pieri)

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GUIDO PORTALEONE E LE SUE OPERE
Guido Portaleone è un artista originale per il tema che affronta: il Medioevo con i suoi cavalieri, le armature ed i castelli, ma soprattutto lo è per la scelta che fa del materiale con cui creare le proprie opere, materiale da riciclo.
Materiali poveri, di scarto.
Materiali che la maggior parte di noi considera rifiuti, di cui liberarsi, diventano materia "prima" per le sue creazioni.
Ed ecco che un vecchio quotidiano ricopre le mura possenti di un antico castello mentre lo stecco del gelato gli fa da ponte levatoio.
La stagnola delle sigarette è il pregiato tessuto degli abiti di un cavaliere con la testa ricavata da un tappo di spumante.
Latta, carta, cartone, stagnola, sacco, stecco, tappo … e colla, sono questi i suoi materiali.
Possiamo vedere in questa scelta significati diversi: una sfida dal sapore ecologico, il gusto a sperimentare nuove soluzioni, la ricerca del vero senso delle cose.
Sì, è questo che Guido cerca, il senso delle cose e della vita.
L'artista anela al recupero della semplicità, dei buoni sentimenti, dell'essenziale e al recupero di un mondo, quello cavalleresco, che almeno nella nostra fantasia, è fatto di buone azioni e di ideali.
(Agnese Tramonti)

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